Riserva del Lago del Segrino                                                        
 "Un luogo incantevole", unico per quiete e qualità della acque in cui esercitare la pesca .
La Riserva rilascia i permessi per pescare da riva e mette a disposizione una Darsena per chi volesse pescare dalla barca.
Chi non fosse interessato alla pesca ma volesse godere la bellezza del lago in un ambiente tranquillo sono messe a disposizione la Casa dei Remi e la spiaggetta delle Fontanelle. 



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Utilities >> Gli artisti e il Segrino
Il piccolo, cupo lago prealpino di origine glaciale, lungo nemmeno due chilometri e largo al massimo
quattrocento metri, sovrastante il bacino di Pusiano caro al Parini, ha da sempre esercitato un grande fascino su
letterati ed artisti.
Così scriveva Stendhal nel suo Journal du voyage dans la Brianza, il 26 agosto 1818: “Siamo su un
sentiero circondato da castagneti che mena al triste lago di Segrino. Posti selvaggi e incolti; l’acqua ne prende
un’aria morta. Arriviamo alfine a una cima e scopriamo l’incantevole lago di Pusiano, che ci appare tanto più
gradevole in quanto tutto quello che abbiamo visto ad Asso è assolutamente insignificante. Ricordiamo a
malapena un bel castagno assai pittoresco sulle sponde del lago di Segrino…”.Il lago del Segrino fu anche esaltato da Stendhal nel suo Giornale di viaggio  ove lo paragonò  a uno smeraldo, a causa del colore delle sue acque.  
Alcune impressioni di Stendhal somigliano a quelle di Ippolito  Nievo, ne La pazza del Segrino, riferendosi al
lago:”…cinto all’intorno da nani e polverosi canneti, sembra egli colà disposto a raccogliere non già le piogge
fecondatrici, ma le lagrime eterne della natura.”
Ed è forse questa cupezza romantica a far sì che Antonio Fogazzaro vi ambientasse Malombra (Milano,
Brigola, 1881), come scrive lo stesso autore in una lettera ad un amico nel 1896: “…realmente il lago di
Malombra è il piccolo Segrino fra Erba e Canzo, trasformato ad arbitrio di fantasia”dove, il patto con il demonio
di Marina di Malombra, che (schiava delle sue allucinazioni) ci davadi matto ed usciva di comprendonio scannando zio Cesare e il testimonio scrittore, il Corrado che tanto amava lei perdutamente, ma che confuse nel delirio con Renato, l'amante di nonna Cecilia, anche lei una volta chiusa in quel castello più allucinante di un incubo, su quel lago che ascolta,la sua striscia blu in quelle porte chiuse. 
Ed è a poche centinai di metri dalla riva orientale del lago, nella piccola cittadina di Longone al Segrino, che
Francesco Ippolito, padre di Carlo Emilio Gadda, comincia a costruire nel 1899 quella casa di campagna che
sarà teatro delle vicende narrate nel romanzo La cognizione del dolore. Quasi di fronte al paesuccio (Nievo) diCarella, ove visse e operò Giovanni Segantini ritraendo paesaggi e abitanti del luogo in alcune sue tele. .
Il See Grun [lago verde] è - ovviamente - il Segrino, il laghetto più a nord dei cosiddetti laghi briantei. Fu apostrofato così dall''Ing. Gadda di Longone, che acutamente colse la somiglianza tra questa lingua d'acqua incuneata tra le colline e i fiordi cupi verdastri dei mari del Nord.
Anche Giuseppe Parini  citò il Segrino nella sua Poesia XXI.
Tra le attenzioni illustri riservate al Segrino vanno ricordati gli schizzi dei laghi briantei di Leonardo da Vinci, riportati nel codice Atlantico, e la disposizione data dal duca di Milano Francesco Sforza nel gennaio 1451 affinché l’area del lago fosse considerata sua esclusiva riserva di caccia.
Leonardo da Vinci soggiornò nei pressi del lago del Segrino dove svolse alcuni studi idraulici e riscontrò il fenomeno  ottico di rifrazione luminosa chiamato Fata Morgana.
Nell’inverno 1942
, proprio mentre gli italiani in Russia erano in rotta sul Don, il Segrino ghiacciato con le rive innevate fornì lo scenario naturale per le riprese in esterno di pattinaggio su ghiaccio, in una scena chiave del film Un colpo di pistola di Renato Castellani, ambientato proprio in Russia e tratto dall'omonimo racconto di Puskin









 

 

Nell'anno 1942, il lago ghiacciato, con le rive innevate, fornì un ottimo scenario naturale per le riprese in esterno di pattinaggio su ghiaccio in una scena chiave del film Un colpo di pistola di Renato Castellani, ambientato in Russia e tratto dall'omonimo racconto di Puškin. 






        Tra le attenzioni illustri riservate al Segrino vanno ricordati gli schizzi dei laghi briantei di Leonardo da Vinci, riportati nel codice Atlantico, e la disposizione data dal duca di Milano Francesco Sforza nel gennaio 1451 affinché l’area del lago fosse considerata sua esclusiva riserva di caccia.